Ciao.Bentrovate tutte, come state?
E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto sul mio blog e bla bla bla bla..le solite manfrine.
Ritorno in questa mia nuova veste di libraia riflessiva e consigliera proponendovi la lettura del libro che vedete qui sopra edito da Guanda, e ponendovi la seguente questione: il matrimonio d'amore ha ancora ragione di esistere?
La riflessione parte dal nuovo saggio di Pascal Bruckner dal titolo Il matrimonio d'amore ha fallito?
L'istituzione del matrimonio d'amore nella seconda metà del Novecento ha avuto l'intento, sicuramente nobile, di ristabilire l'uguaglianza tra gli sposi: non ci si sposava più per calcolo o perché la famiglia lo imponeva, ma «semplicemente» perché si era innamorati e si poteva scegliere in piena autonomia la persona con cui si voleva passare il resto della vita.
Conquistata a caro prezzo, questa libertà non ha però portato più armonia, ma più discordia all’interno della coppia, proprio perché l’amore idealizzato finisce presto per metterci davanti ai nostri e agli altrui limiti.
Il matrimonio ha creato nuovi flagelli senza annullare i precedenti: non spariscono né il piacere mercenario né l’infedeltà, mentre esplodono i divorzi e aumenta il celibato.
Da una quarantina d'anni a questa parte la nuzialità è in declino, il numero dei divorzi in continuo aumento, il celibato sempre più diffuso, così come le famiglie monogenitoriali.
Quindi in buona sostanza si può affermare che il matrimonio d'amore ha fallito il suo scopo: non c'è più nessuna necessità di sposarsi, ormai, per vivere insieme amandosi o per avere figli.
"Cosa diremmo di un esercito che perde la metà delle sue truppe e fatica a reclutare nuovi soldati? Che è semplicemente alla deriva" dice in sostanza Bruckner.
Ma qual è il motivo? Non sarà proprio l’amore, eletto a ideale assoluto e totalizzante, e commercializzato come modello massimo di realizzazione personale, a minare dal di dentro la stabilità della coppia?
Da qui la tesi provocatoria e politicamente scorretta di Bruckner: siamo sicuri che il tanto vituperato matrimonio d’interesse non debba essere rivalutato? Che un’unione in cui la razionalità abbia una parte più importante rispetto ai sentimenti sia davvero da buttare?
Forse è proprio questa la strada: cercare un equilibrio tra gratificazione personale e rispetto dell’altro, tra accoglienza e passionalità, provare a superare con la ragione i limiti dell’amore, per renderlo meno volubile e più resistente alle difficoltà che sono parte inevitabile della vita di ogni coppia.
A voi la parola e buona lettura.
Vi abbraccio tutte, come sempre.





























